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La Riviera di Ulisse : dal Circeo a Gaeta uno dei tratti di mare più attraenti per il turismo

Non tutti sanno che … Ulisse è il mito dell’eroe

Autore: Cinzia Pierantonelli
Lingue: Italiano
Fotografia
Ulisse è il mito dell’eroe che permea la nostra cultura occidentale rappresentando la spinta al ‘fare’, l’azione connota il geniale guerriero che conosciamo nelle vesti sì di soldato ma soprattutto di viaggiatore: un uomo determinato e coraggioso, simbolo incontrastato del desiderio di conoscere, semidio pronto a sfidare l’ignoto.
E’ proprio al valoroso uomo di mare che si intitola quel magnifico lembo di costa della zona meridionale del Lazio anch’essa un mito per la bellezza naturale delle sue acque, dei suoi paesaggi e per il calore del suo sole, un mito che si tramanda dai tempi dell’imperatore Tiberio.
La Riviera di Ulisse si estende dal Circeo a Gaeta in uno dei tratti di mare più vocati al turismo per varietà di territorio, paesaggio naturalistico, storia, archeologia e clima.
Come in molte aree italiane, gli elementi che compongono il prodotto turistico in questa striscia di terra destano gli interessi di un turista attento sia alla cultura sia al leisure, aprendo vasti orizzonti per quello che, in termini tecnici, si definisce ‘de-stagionalizzazione’, ossia la possibilità di offrire una vacanza anche durante i periodi di minor afflusso turistico.
L’amministrazione locale e gli enti attivi tra cui in primis l’OESCMI grazie al presidente Roberto Nardi e il Parco Regionale Riviera d’Ulisse, con il commissario Cosmo Mitrano,  hanno sollecitato il coinvolgimento di vari attori del turismo attraverso un convegno svoltosi a Gaeta dal titolo: “Fare Turismo, il territorio della Riviera di Ulisse, capire le esigenze e progettare gli interventi”,  appena conclusosi.
Abbiamo intervistato Roberto Nardi presidente dell’Osservatorio Economico.
D. Il convegno e la familiarizzazione dell’area compresa tra la cittadina di Gaeta e le ben note località turiste come Sperlonga e Sermoneta ha lo scopo di divulgare i punti di forza del vostro prodotto turistico oltre che sviluppare nuove forme di interesse per segmenti di mercato emergenti?
 
R. Certamente, siamo interessati a studiare nuove forme di attrattività turistica per queste aree che sono sì ben sviluppate ma si limitano ad un turismo di prossimità e particolarmente stagionalizzato.
Il nostro sforzo è quello di creare una dimensione più internazionale di clientela che dia agio non solo alla creazione di un maggiore indotto, bensì di spalmare il turismo su un arco ben più ampio dell’anno. Le maggiori resistenze le troviamo negli operatori ricettivi abituati a focalizzare la loro attenzione al turismo balneare, quindi compreso tra aprile e settembre, mentre le evoluzioni internazionali ci suggeriscono sempre più insistentemente che il turismo è un fenomeno spalmabile su tutto l’arco dell’anno, con forme e modalità diverse, nonché target diversi. La nostra area, invidiata per le sue bellezze paesaggistiche ma anche per la sua generosità in termini di prodotto turistico, che vanno dall’alta qualità dell’offerta ricettiva alle competenze eno-gastronomiche alla capacità di presentare e gestire eventi artistici, oggi è pronta ad aprirsi a nuove forme di offerta pur volendo conservare le sue peculiarità.
Certamente le problematiche che si affacciano non sono di poco conto se si considera che siamo ormai in concorrenza con paesi emergenti, i quali hanno appreso rapidamente come fare un turismo in grado di offrire un prodotto qualitativamente molto interessante. Pensiamo, infatti, al problema dell’accessibilità, come far raggiungere al turista le nostre zone in modo efficace; come offrire servizi competitivi; come gestire le resistenze di operatori del turismo specializzati su un prodotto classico, il balneare, che non sono propensi a rinnovare o integrare le loro offerte.
D. Molte potenzialità che state cercando di far conoscere a pubblici esterni più vasti. Sono emerse delle proposte concrete?
R. Importante è non solo fare turismo facendo sistema, quindi coinvolgendo tutti gli attori del settore sensibilizzandoli, come abbiamo voluto fare, in questi intensi giorni di lavoro, insieme ad albergatori, tour operator e agenti di viaggio, bensì andare ad identificare i punti di forza per creare delle amplificazioni e risonanze a livello internazionale che sollecitino anche le amministrazioni locali, infatti la viabilità, la maggiore consistenza nel proporre eventi culturali, la creazione di nuovi itinerari e circuiti turistici è tutta, seppur con il contributo delle imprese, nelle mani della gestione locale che si può fare promotrice di importanti opere pubbliche tese a tale sviluppo.
D. Siete baciati dalla fortuna, questa inaspettata ondata di caldo ancora ad ottobre ne è un’ulteriore testimonianza, quindi non resta che lavorare sui contenuti, quali sono gli aspetti che sono emersi più decisi?
R. Quello di pensare a nuovi target, terza età, turismo sociale, turismo senza barriere ma non da ultimo turismo giovanile, i clienti del futuro, per lo sviluppo di forme non prettamente balneari di turismo. Quello di valorizzare la zona attraverso il turismo verde, la nostra area ha, per le sue caratteristiche ambientali, già in assoluto una tale potenzialità, si tratta soltanto di ampliare l’offerta rivolgendosi a più tipologie di turisti, con itinerari appetibili sia per proposte culturali sia per prezzi competitivi. In questo contesto ci sembra fondamentale sottolineare l’importanza del ruolo che ricopre l’Ente Parco Regionale Riviera d’Ulisse che comprende: Parco di Monte Orlando, il Parco di Gianola e Monte di Scauri e il Monumento Naturale Villa di Tiberio e Costa Torre CapoventoPunta Cetarola, al fine di soprintendere alla conservazione e vigilanza degli ambienti naturali dell’area nonché all’educazione ambientale delle giovani generazioni e alla promozione della sensibilità ambientale dei cittadini, un percorso che necessariamente stimola un turismo ecosostenibile, la cultura del km0, ossia dei prodotti tipici locali, e conduce verso una forma rinnovata di turismo che in altri termini rappresenta il turismo del futuro.
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